Trise, allarme di Ance e Confedilizia

Trise, allarme di Ance e Confedilizia: su prime case e seconde abitazioni sfitte aumenti del 72% e 19%

La nuova tassazione immobiliare, con l'introduzione del Trise, e la cancellazione dell'Imu sulla prima casa e della Tares, potrebbe portare a rincari del 72% per le prime abitazioni e del 19% per le seconde case sfitte. È l'allarme lanciato questo pomeriggio da Ance e Confedilizia nel corso dell'audizione nelle Commissioni di Camera e Bilancio sulla Legge di Stabilità.

 

Nel primo caso, scelta un caso esemplificativo di un'abitazione da 60 metri quadri e una rendita catastale da 850 euro, l'imposta media passerebbe da 168 a a 290 euro, con un rincaro appunto del 72,6%. Un boom dovuto principalmente alla cancellazione dell'Imu decisa dal governo (la cui seconda rata deve ancora però essere eliminata), che dal prossimo anno sarà sostituita dalla Tasi. In un confronto con il 2012, quando però la Tares non era ancora stata introdotta, il confronto sarebbe senz'altro meno impietoso.

Per quello che riguarda le seconde abitazioni la differenza è in termini percentuali molto meno consistente, + 19,2%, ma in termini di valore assoluto molto più sensibile, passando da 1652 euro a 1970.

E proprio sulle seconde abitazioni l'Ance ha lanciato il suo allarme relativo al nuovo Trise. "Si tratta di un tributo - ha sottolineato il presidente Paolo Buzzetti - che, con la sua componente relativa ai servizi comunali indivisibili (Tasi), si sommerà, su una seconda casa, all'Imu ed alla Tassa sui rifiuti. Inoltre, se la seconda casa, non locata, si trova nello stesso Comune nel quale è situata l'abitazione principale, i tributi dovuti saranno ben quattro, considerata la reintroduzione dell'Irpef sulle case sfitte". L'Ance inoltre è preoccupata perché "il tributo sui servizi comunali indivisibili (Tasi) sembra vada a colpire anche l'invenduto delle imprese edili, contraddicendo la recentissima esclusione dall'Imu per i 'beni merce' delle imprese edili, gravandoli di un carico fiscale potenzialmente più elevato".

Secondo Buzzetti, inoltre, la nuova tassa sulla casa "rappresenta un sicuro disincentivo all'investimento immobiliare che invece andrebbe sostenuto, alleggerendo il prelievo sull'acquisto, sulla falsa riga di quanto previsto negli ordinamenti di altri stati europei".